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CARCIOFO

Coltivato in Puglia

Prezzo al Pezzo (ca. 150g / 1 Frutto)

1,50


Quello che normalmente viene chiamato con il nome carciofo non è altro che un infiorescenza cioè un capolino (o calatide), di forma variabile da cilindrica, conica, ovoidale, ellissoidale, sferica a subsferica, colore verde o violetto variabili secondo la cultivar. E’ costituito da un peduncolo su cui si inseriscono numerose brattee carnose inermi o spinose. La parte edule e commerciabile è rappresentata dal capolino immaturo. Ogni pianta differenzia e produce un numero variabile di capolini da circa 10 a 20 a secondo della cultivar; quella da noi maggiormente coltivata è il violetto brindisino IGP.
E’ originario del bacino del Mediterraneo orientale, Africa settentrionale, Etiopia.
Studi storici, linguistici e scientifici sembrano indicare che il carciofo derivi dalla domesticazione dal suo progenitore selvatico (Cynara cardunculus L.) avvenuta in Sicilia, a partire dal I secolo circa.
La pianta chiamata Cynara era già conosciuta dai greci e dai romani, ma sicuramente si trattava di una forma selvatica. I romani preparavano il carciofo con miele e aceto e lo conservavano con il cumino.
La coltivazione si è diffusa dalla Sicilia a Napoli e poi a Firenze (1466) e Venezia (1493). Nel XVI secolo Caterina de’ Medici lo portò in Francia quando si sposò con Enrico II, mentre sembrano siano stati gli Olandesi ad introdurlo in Inghilterra. Negli USA compare a fine 1700 portato dai colonizzatori spagnoli e francesi rispettivamente in California e in Louisiana. E’ una coltura tipicamente mediterranea: l’Italia coltiva circa 50.000 ha su 120.000 ha nel mondo. Le principali aree di produzione sono in Puglia (34%), Sicilia (29%), Sardegna (26%), Campania (45) e Lazio (2%).
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Novembre
Dicembre
Il carciofo è un alimento dietetico con fibre, inulina (carboidrato che non dà problemi ai diabetici), fosforo, ferro, potassio, altri principi attivi (cinarina, acido clorogenico, luteolina). Questi composti sono contenuti nei capolini ma anche nelle foglie e negli steli.
E’ considerato una pianta medicinale che ha numerose azioni farmacologiche: aperitiva, diuretica, anti-colesterolo, ipoglicemizzante, lassativa, epatoprotettiva, depurativa e contro gli eczemi. Il nostro carciofo è caratterizzato da uno scarso contenuto di fibra, che conferisce al prodotto le sue peculiari qualità. Particolarmente pregiato, è adatto per svariate preparazioni culinarie e in particolare, grazie alla compattezza del capolino e il sapore dolce, risulta molto apprezzato per il consumo a crudo o cotto.

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